Google Panda non c’entra un fico secco

Risorgo dopo qualche settimana di silenzio (e di qualche weekend all’estero) per dare un parere su un fenomeno SEO che nelle ultime settimane ho visto maturare tra gli addetti ai lavori.

Keep Calm and Put the Kettle OnSembra che lo spauracchio di Google Panda, che al momento in cui scrivo deve ancora essere esteso a Google.it, stia alimentando una nuova forma di fobia.

La pandafobia avviene quando il timore che l’introduzione di Panda possa causare danni di visibilità ai propri siti induce il professionista SEO a temere che un qualsiasi fenomeno SEO negativo possa essere il segnale dell’introduzione del nuovo algoritmo.

A beneficio della sanità mentale di tutti faccio dunque un elenco di alcune informazioni che si possiedono al momento (21 giugno 2011) su Google Panda, assieme a qualche considerazione personale:

  1. non è stato ancora applicato su Google.it
  2. non è stato detto quando verrà esteso a Google.it o ad altri siti di Google in lingua diversa dall’inglese
  3. la metodologia con la quale Panda è stato progettato lascia credere al sottoscritto che la sua estensione a lingue diverse dall’inglese non sia così automatica né facile
  4. un brusco calo di posizioni/traffico può essere attribuito a decine di cause diverse, che i SEO conoscono bene: ha senso valutare tutte le cause potenziali più comuni prima di congetturare l’introduzione di un algoritmo nuovo
  5. alla sua introduzione, attendetevi una reazione ampia da parte della comunità SEO online, non l’emergere di piccoli e pochi fenomeni isolati
  6. parlare di Google Panda e inserirlo in contesti in cui non c’entra un fico secco va di moda, attrae l’attenzione e produce comunque traffico

A forza di gridare al lupo ogni cinque minuti c’è il rischio di non essere presi sul serio quando il lupo arriverà.

Keep Calm and Put the Kettle On

13 Responses to Google Panda non c’entra un fico secco

  1. Toschi Gabriele scrive il 21 June 2011 at 10:50

    Il problema è che questa Panda Fobia è iniziata da qualche mese, sinceramente non vedo l’ora che arrivi sul serio così non sarà più pieno di gente che pensa che ogni calo di visite sia dovuto al Panda.
    Gli aggiornamenti all’algoritmo di Google tra minori e maggiori sono circa 500 l’anno, è normale che la Serp non sia stabile, ma qualcuno sembra non capirlo.
    Ottimo e semplice articolo 😉

    • LowLevel scrive il 23 June 2011 at 11:30

      Ciao Gabriele, grazie per aver ricordato la grande quantità di continui aggiornamenti fatti da Google. Un altro aspetto del quale bisogna tener conto prima di gridare “al lupo” e che non avevo indicato nell’articolo. :)

  2. Fabio scrive il 21 June 2011 at 10:51

    Sono molto, ma molto sicuro del punto 3.

    Il resto lo condivido pienamente e aggiungo che al prossimo cliente/collega che mi dice che probabilmente è colpa di Panda gli faccio la presa del dito Wuxi :)

  3. PortaleSEO scrive il 22 June 2011 at 15:03

    Ragazzi cosa ne pensate di questo?

    http://blog.tagliaerbe.com/2011/06/google-panda-2-2-attivo-anche-in-italia.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+tagliaerbe+%28Tagliablog%29

    Pare sia già attivo in Italia ed io personalmente ho visto scendere un sito di un hotel sul quale lavoro dalla 4 pagina alla 9 senza capirne il perchè, lavorandoci costantentemente.

  4. nelli scrive il 23 June 2011 at 11:14

    grazie Enrico per questo articolo, perchè credo che stia succendendo una cosa molto brutta in questo momento: alcune web agency improvvisate seo giustificano i loro fallimenti dicendo è colpa di Google Panda!
    Mi è capitato con alcuni clienti… :-(

    • LowLevel scrive il 23 June 2011 at 11:34

      Ciao Nelli,

      grazie del feedback! Anche Andrea Moro aveva citato il fenomeno in un commento su Facebook. Anche alla luce di questa tua indicazione, evidentemente il fenomeno è abbastanza diffuso da essere stato notato da più persone.

  5. SEOGM scrive il 23 June 2011 at 19:38

    Grande Enrico! Finalmente qualcuno che non butta benzina sul fuoco e analizza freddamente la situazione. Sono d’accordissimo con quanto hai detto e aggiungo che il terrorismo psicologico che alcuni infondono nella rete ha solo un fine commerciale, come hai definito giustamente tu “moda”. Come sempre chi ha lavorato bene, rispettando le regole del gioco, non avrà problemi 😀

  6. SEOGM scrive il 23 June 2011 at 19:40

    @ Nelli Terribile questa cosa! Non mi era giusta questa voce! Pazzesco, addirittura si usa un alibi che ancora non esiste 😀 Immagino sia una trovata tutta Italiana!

  7. Pingback: Update dell'algoritmo di Google per la long tail, scambiato per Google Panda | Andrea Vit

  8. Dechigno scrive il 30 June 2011 at 09:30

    Ciao Enrico,

    grazie per questo post che condivido in toto, infatti anch’io avvertendo questa fobia sia nei clienti sia nei colleghi ho pensato di scrivere questo post: http://blog.prima-posizione.it/google-panda-farmer-update-questo-spauracchio/2011_788 solo 1 giorno prima di te. :)

    @nelli – Confermo e sottoscrivo, purtroppo come al solito i furbi sfruttano “l’ignoranza” dei clienti. Per questo dobbiamo impegnarci ancora di più nella condivisione e nella formazione… altrimenti il settore non esploderà mai in Italia!

    Grazie ancora,
    a presto.
    Michele

  9. Antonio Mecca scrive il 30 June 2011 at 22:24

    Che dire, quando Enrico analizza così freddamente incute molta serenità.

    Condivido sul fatto che c’è molta ignoranza o furbizia anche da parte di presunte web agency.

    Tuttavia concordo le varie oscillazioni tra i numerosi aggiornamenti di algoritmo ma passare da una 4 pagina alla 9 o si è fatto un pò di Black hot (male) o c’è davvero qualcosa che non quadra.

    Complimenti Enrico per il tuo ottimo articolo e a @dechigno

  10. SEO pito scrive il 7 October 2011 at 23:20

    Low, potresti fare un altro post uguale identico a questo, aggiungendo solo “2.5” dopo la parola “Panda”?

  11. Pingback: Google, che Panda - monio | SEOJedi

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