Tutto quello che (non) sappiamo su Google Hummingbird

Hummingbird

Una persona mi ha chiesto come mai, tra i post di LowLevel.it dell’ultimo periodo, non ho pubblicato nulla su Hummingbird (in italiano sarebbe “colibrì”), l’update di Google annunciato nel settembre 2013 e apparentemente dedicato all’analisi delle query. Di questa nuova tecnologia non si sa quasi niente di teorico e assolutamente niente di concreto.

La ragione per la quale me ne sono rimasto zitto è che i fenomeni SEO sociali che solitamente si innescano con l’annuncio di un nuovo algoritmo di Google non mostrano un lato particolarmente felice del nostro settore e questo scenario mi demotiva a scrivere.

Le cose stanno così: la volontà di fare pageview a tutti i costi induce i blogger a cavalcare l’onda della novità e, in assenza di informazioni, a trasformarsi in produttori industriali di minchiate col botto.

Adesso non sono certo che l’espressione tecnica “minchiate col botto” renda abbastanza l’idea e quindi ho deciso di scrivere questo post per affrontare un po’ il tema della qualità dell’informazione SEO online e per spiegare che, rifiutandosi di saltare sul carrozzone del circo equestre dei SEO blogghettari d’assalto, si evita di produrre ulteriori congetture strampalate con cui fuorviare gli assetati lettori che si abbeverano a qualunque fonte gli capiti sotto tiro.

In certi casi, si contribuisce di più alla cultura di un settore standosene zitti.

E’ trascorso un bel po’ di tempo da quanto Hummingbird è stato annunciato ma le discussioni e congetture su di esso non si sono placate. Di seguito farò il punto sull’argomento e proporrò le mie considerazioni su quanto male facciamo a noi stessi quando diffondiamo fantasie basate sul nulla.

E chissà se, tra un vaneggiamento e l’altro, qualcosa di interessante e concreto su Hummingbird non possa venir fuori lo stesso…

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Come funziona Google: il ranking – Il corso SEO

Come funziona Google - Ranking

Questo post è una marketta. Chi vuole, cambi canale. I curiosi, proseguano.

L’anno scorso ho aperto le iscrizioni al primo corso SEO interamente pianificato e organizzato da me. Il corso si intitola “Come funziona Google (sul serio)” ed ha riscosso un bel po’ di interesse e di gradimento tra chi ha partecipato.

Adesso vi annuncio la seconda tappa di “Come funziona Google”, dedicata interamente agli algoritmi e ai segnali di ranking.

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Trarre lezioni SEO dal gigantesco bug di Google Plus

Hijacking

Siccome non uso questo blog per affrontare temi che ritengo meno interessanti, non ho scritto un articolo sul gigantesco bug di Google+ scoperto due settimane fa, quello che permette di attribuire ad una pagina di Google+ una quantità di +1 sostanzialmente arbitraria, “copiandoli” da quelli di una qualsiasi altra pagina.

Se questo bug fosse emerso su Facebook, tutti i blog markettari internazionali avrebbero probabilmente evidenziato l’incredibile falla ed i vari servizi di “vendita di like” avrebbero stappato bottiglie di Dom Pérignon. Ma siccome Google+ se lo filano in quattro gatti ed i suoi utenti attivi si calcolano sulle dita di una mano di un monco (sì, è un’iperbole) la faccenda è passata relativamente inosservata.

Se non avete idea del bug del quale sto parlando, vi segnalo un articolo riassuntivo su Engeene ed un approfondimento tecnico su Ideativi. Ne consiglio la lettura per prendere familiarità col tema di cui sto per scrivere.

L’articolo che state leggendo, tuttavia, non è dedicato al bug in sé quanto a che cosa è possibile imparare sul funzionamento di Google ragionando un po’ sulla falla che è stata trovata e sul perché essa esiste.

Sarà anche un modo per approfondire un po’ parte del processo di canonicalizzazione delle risorse.

Buona lettura!

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Come funziona Google: guarda (gratis) il corso SEO in diretta video

Spettatori che guardano al cinema il corso SEO di LowLevel.it
A volte mi vengono idee demenziali, ma penso che la demenzialità vada rivalutata, specie quando viene applicata consapevolmente.

Siccome sono sempre stato affascinato dai quei ristoranti con vista sulla cucina che permettono di osservare i cuochi trafficare con le pietanze, mi son chiesto se potevo fare qualcosa di simile per il corso “Come funzione Google (sul serio)”, che sto tenendo in questi giorni e che tanto è piaciuto agli iscritti. Mi è venuta un’idea…

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La distanza gastronomica

Mortazza

Photo by Ehud Kenan – www.flickr.com/photos/ehud/

A Milano, nel mio quartiere, ha aperto da poco quello che si definisce “Luogo di incontro con cucina”, perché chiamarlo “ristorante” evidentemente je faceva schifo.

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Come organizzare un documento di analisi SEO [Infografica]

Mappa documento di analisi SEO

In fondo a questo articolo trovate un’infografica. Lo scrivo in cima per non rischiare che ve la perdiate e perché mi dicono che le infografiche piacciono molto, a prescindere da quanto siano utili o fatte bene. Per testare di persona il fenomeno, ho prodotto un’infografica inutile e fatta male.

Nel corso degli anni mi è capitato di modificare pian piano l’organizzazione dei documenti di analisi SEO che ho realizzato.

Partendo da un modello molto lineare, che coincideva con un elenco di criticità SEO riscontrate su un sito e con linee guida SEO per risolverli, ho iniziato a considerare un documento di analisi tecnica non tanto l’output di un’attività più o meno scimmiescamente eseguita quanto un ulteriore strumento di comunicazione nei confronti del cliente, strumento che può essere sfruttato per far percepire l’utilità delle analisi svolte e la competenza di chi le ha svolte.

Senza snaturare gli obiettivi tecnici di questi documenti, a mio parere è possibile organizzarli in modo da inserirli in una più ampia visione di marketing e consulenziale.

In questo articolo vi propongo una possibile traccia da seguire; attingete ad essa e modificatela in piena libertà, a seconda delle vostre specifiche esigenze.

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