Dieci comandamenti su come difendersi dai “SEO”

Il presente articolo è un guest post scritto da Cesarino Morellato (DAO Daddy), che ringrazio molto per il contributo. [NdLow] :)

Dieci comandamenti su come difendersi dai “SEO”

Cesarino Morellato con le tavole delle regole SEODecalogo dedicato a chi in azienda deve fare la scelta del consulente SEO, o della società SEO, ma non conosce assolutamente niente della materia.

Per chi non sa cosa sia SEO, è l’acronimo di Search Engine Optimization e sta a significare quella attività che studia e aiuta la realizzazione di pagine ottimizzate per i motori di ricerca e ne consente una lettura nel migliore dei modi non solo al navigatore ma anche ai software dei motori.

Durante uno dei tanti aperitivi, con amici SEO, mi sono ricordato di aver ricevuto un’esilarante mail che promuoveva un corso “avanzatissimo” di SEO. Questa mail mi ha fatto riflettere per l’ennesima volta sulla difficoltà per un non addetto ai lavori nel distinguere la professionalità dagli imbonitori, non per evitare totalmente le fregature ma almeno per ridurle al minimo.

1 Ricerca per nome e cognome

Se non lo trovate non è un buon segno, potrebbe essere che non abbia un sito proprio, ma almeno su Linkedin, Facebook o Twitter ci deve pur essere.

Come può proporvi una cosa che egli non usa? Potrebbe essere un servizio innovativo, ma se dovete fare da cavia meglio saperlo, no? Inoltre le cavie non pagano, anzi alcune volte vengono pagate. 😉

Nel caso di un team, fatevi dare nomi e cognomi dei componenti. Troppo spesso, si spacciano “team dedicati” per poi scoprire che sono solo 2 o peggio è sempre solo una persona.

2 Referenze

Chiedetegli una referenza, un cliente da contattare, ma non un collega! Spesso il nostro è un settore autoreferenziale ed anche un collega ha difficoltà a capire esattamente le capacità e conoscenze dei colleghi, tranne nel caso in cui abbia lavorato insieme.
Un cliente, invece, sarà in grado di dirvi non solo le capacità tecniche, ma anche serietà, riservatezza e attitudine a risolvere i problemi. Un buon fornitore lo si scopre anche in caso di problemi.

3 Garanzie

La conoscenza di un SEO si basa sulla conoscenza di regole del passato, quindi chi garantisce conoscenza del futuro, in realtà fa un azzardo. Come lo staniamo? Proponete il pagamento “tutto” a risultato raggiunto, se accetta le sue garanzie sono in buona fede, se invece sono parte all’ordine e parte a risultato, potrebbe già celarsi la fregatura. Ho visto in passato, sedicenti consulenti farsi pagare il 30 % all’ordine ed il restante spalmato nel tempo a fronte di risultati. Sembrerebbe perfetto, peccato che se sono in male fede, si prendono il 30% non fanno nulla o molto poco e posso fregarmene del saldo.

4 Offerta prima di aver fatto analisi

Se vi vengono proposte delle soluzioni, prima di aver condotto un’attenta analisi, è evidente che non vi sta proponendo qualcosa utile a voi, ma tenta di vendere un suo prodotto, a prescindere da cosa vi possa servire. E’ come un venditore di aspirapolvere, non si preoccupa di capire le vostre esigenze, cerca solo di vendervi il suo prodotto. Vi serve un trapano? Ma se lui ha l’aspirapolvere, quella tenta di vendere.

5 Servizio chiavi in mano

Diffidate da chi vi vuole vendere un servizio, chiavi in mano, dove voi non dovete fare nulla. Non esistono casi dove l’attività viene data tutta in out sourcing! I contenuti del sito, per esempio, non possono essere scritti da un esterno, tranne nel caso in cui questo esterno non venga formato nel prodotto o nel servizio erogato dal sito. Inoltre l’attività del SEO non può e non deve terminare dopo un lasso di tempo, ma è un’attività che prosegue nel tempo. Ne deriva che se viene usato un servizio esterno, si dovrà pensare ad un rapporto duraturo nel tempo.

6 Servizio a numero di chiavi di ricerca

Un servizio a numero di chiavi di ricerca è da evitare, primo perché se il progetto SEO che intraprendete è agli inizi non sapete né quali né quante sono le chiavi che generano traffico o conversione, in altre parole quelle che vi saranno utili.
Secondo, perché il numero delle chiavi è relativo ai settori, vi sono settori composti da 10 chiavi altri da migliaia e questo a priori non è dato a sapersi.

7 Vuole vendervi il SEO a tutti i costi

Non è detto che il servizio SEO vada bene per tutti i progetti. Se uno vuole vendervi a tutti costi il suo servizio, potrebbe essere che la sua necessità sia di vendere il suo prodotto, non quello che serve a voi. Porre sempre la domanda, in quali casi il SEO non è conveniente? Se non risponde, o risponde in modo evasivo, dubitate!

8 Lingua italiana

Valutate anche il modo di esprimersi, se poi dovrà occuparsi anche dei contenuti del vostro sito, è fondamentale che conosca la lingua italiana. Non sottovalutate il modo di scrivere, se nella documentazione dovete rileggere in continuazione e non capite cosa scrive, pensate che quella è la sua materia e non la sa spiegare: come potrà farlo con il vostro prodotto o servizio che conosce certamente meno?

9 Trucchi e segreti

Non esistono né trucchi e segreti né maghi o guru! Chi millanta di conoscere la formuletta magica, è come un cartomante, gioca sulla suggestione o sulla vostra non conoscenza. Per raggiungere risultati, il lavoro da fare è proporzionato alla competizione del settore.

Anche per i bond argentini o Parmalat si promettevano “miracoli”, ed anche in Internet come nella realtà, le scorciatoie possono essere rischiose.

10 Lista dei motori

In Italia purtroppo, e sottolineo purtroppo, Google la fa da padrone, possiamo aggiungere Bing e Yahoo ma la lista finisce qui. A chi vi vuole vendere servizi comprendenti altri motori oltre ai sopra citati, chiedete sempre di inserirvi nel contratto i posizionamenti in Google. Se poi sarete anche su altri motori, meglio, ma non possono e non devono essere oggetto della garanzia o del contratto.
NB: questo vale per un progetto in lingua italiana in Italia, se il progetto è internazionale, fatevi dare le percentuali di share dei vari motori che vogliono vendervi.

Spero che la lista vi sia di aiuto e vi faccia evitare brutte sorprese.

Cesarino Morellato
DAO Daddy

17 Responses to Dieci comandamenti su come difendersi dai “SEO”

  1. Mattia Ragni scrive il 20 May 2011 at 08:37

    Complimenti Cesarino, ottimo post condiviso in pieno.

    Riguardo al punto 4 “Offerta prima di aver fatto analisi” diffiderei un po’ anche di chi l’approfondita e attenta analisi preliminare, non se la fa pagare 😉

  2. frachef - Chef a Domicilio scrive il 20 May 2011 at 08:54

    Come quando in cucina io spiego ai cuochi che importante non saper cucinare al salto, ma sapere perché e quando farlo!

    E con queste indicazioni, hai ridotto ad un numero incredibilmente basso i veri SEO 😀 😀

  3. Michele scrive il 20 May 2011 at 09:03

    Bella Daddy… ma quella foto non se pò guardà! Ahaha 😉

  4. alessio scrive il 20 May 2011 at 09:13

    Non concordo con il suggerimento di proporre il pagamento a “risultato raggiunto”: non vedo il motivo per il quale un SEO dovrebbe accettare un simile trattamento economico, anche alla luce del fatto che, in molti casi, il primo periodo di attività può essere quello più impegnativo.

    Un SEO, prima di essere un consulente, è un fornitore, ma e si è imprenditori da ambo le parti, SEO e Cliente: il rischio di affidarsi ad un fornitore poco serio o inaffidabile, in ogni campo, c’è sempre… ma un “Buon Cliente” (perché dobbiamo parlare sempre di “Buoni Fornitori”?! :D), da imprenditore quale è, dovrebbe sapere scegliere/selezionare i propri fornitori in base a mille altri fattori, non certo utilizzando quello che, ai miei occhi, sembra un paravento per nascondere la propria incapacità nel saper fare l’imprenditore (il proprio lavoro), con un atteggiamento del tipo “mah, prendo questo… male che vada non lo pago”.
    Rientra nel rischio imprenditoriale: se il Cliente non sa fare l’imprenditore… beh, che ci pensi Darwin.

    Probabilmente ho mal interpretato il punto “3 Garanzie”, dal quale mi sarei aspettato altro, ecco; assolutamente condivisibili gli altri suggerimenti… pardon, comandamenti :)

  5. fedefede0101 scrive il 20 May 2011 at 10:19

    11 – Diffidate da chi si atteggia a profeta e, nel tentativo di raccogliere seguaci, divulga dei comandamenti!

    LOL

  6. Gareth scrive il 20 May 2011 at 10:27

    Mi trovo d’accordo con alessio e quindi in disaccordo con cesarino sul punto 3.

    Il seo è una strategia, non un prodotto finito: inizia in fase di preventivo, parlando con il cliente e iniziando a pensare alla sua situazione e a come migliorarla. E di clienti “morosi” ne è pieno il mercato, lavorare con il rischio di non vedere il becco di un quattrino, perchè il cliente è fallito nel frattempo e sei in quattrocentesima posizione tra i creditori privilegiati (stato, banche, enti vari) anche no, grazie.

    Se un cliente non è in grado di versare un anticipo, è meglio che cambi lui mestiere :) IMHO

  7. Luca Bove scrive il 20 May 2011 at 11:10

    Si infatti come Sbrana e Gareth non ho capito il punto 3 ….

    Stai proponendo il pagamento tutto a garanzia? Ma scherziamo?
    me ne vado a fare il promotore finanziario allora …

    Se di attività Seo deve essere che sia, possiamo pure parlare di Bonus, di premi, di test, ecc… ma tutto a risultato no

  8. Cesarino Morellato scrive il 20 May 2011 at 13:07

    Il punto 3 .
    Date garanzia del risultato? Bene allora se siete sicuri, perche nn accettate a risultato acquisito?
    Se invece avete una impostazione diversa, a lead … Sempre a risultato acquisito no?
    Se invece fornite consulenza, come tale si viene pagati ad ore o giornate, quindi a fine mese … Non capisco dove non siete daccordo … Oppure si :p

  9. alessio scrive il 20 May 2011 at 14:01

    …100% a lead? 😀

    Boh… io no.
    Si torna lì, si chiama “rischio imprenditoriale”: non vedo per quale motivo ‘sto rischio se lo deve prendere solo il Consulente.

    Comunque, Cesarino, forse ho capito che cosa intendi, anche se, probabilmente, non è stato espresso in modo chiarissimo in quel “Punto 3”.

    Per come la vedo io, un Cliente non dovrebbe neanche arrivare alla necessità di dover “stanare” un consulente SEO che offre eventuali garanzie con giochini sulle modalità di pagamento: si tratta di una pessima abitudine che il Cliente non dovrebbe prendere, oltre al rischio di dover affrontare una perdita di tempo (quindi una perdita economica).

    Diciamo che, dal mio punto di vista, quel “Punto 3” poteva essere, semplicemente:
    “Non affidatevi a chi vi offre garanzie di posizionamento/visibilità. Dot.”

    Per come la vedo io non è neanche accettabile farsi pagare -solo- a fine mese.
    E, ti dirò, neanche a ore, per quello che è il mio modo di lavorare: mica sono un imbianchino (con tutto il rispetto per gli imbianchini).
    E’ vero che posso valutare, in sede di preanalisi sul Cliente, quelle che possono essere le possibili problematiche che incontrerò e, quindi, il lavoro da svolgere, stimando quindi un certo carico di lavoro in ore che si tradurra in un’offerta economica… ma mai presenterò una parcella oraria.
    Venuto 3 etti e mezzo, lascio?!? 😀

    Ma questo è il solto annoso quesito sul quale discutiamo un giorno sì e l’altro pure su vari forum, blog, fanpage, etc… e questo è l’ennesimo blog sul quale lo stiamo facendo. :)

  10. Luca Bartoli scrive il 20 May 2011 at 14:17

    Ciao Cesarino,
    credo che i problemi del farsi pagare a risultato acquisito siano diversi:

    – Vedi qualche soldo solo dopo mesi di lavoro
    – Il risultato non può essere garantito, a meno che non si voli molto basso… Per risultati eccezionali bisogna osare (previo accordo con il cliente), ma il rischio aumenta e nessuno è (giustamente) pronto a giocarsi lo stipendio.
    – Farsi pagare a lead è una presa per il culo nei confronti del cliente… Come sai non conta il numero, ma anche la qualità e definirla su un contratto può essere complicato (e controproducente). Senza contare che con i grandi brand farsi pagare a lead sarebbe impensabile.
    – A volte il risultato dipende in parte dal cliente… e io nessuno rinuncia al proprio compenso perché il cliente non ha fatto quello che doveva.

    E’ un problema complesso e certamente non c’è un solo comandamento, ma più modi di vedere la cosa (e proporsi ai clienti).

    Io ad esempio sono un consulente, mi faccio pagare l’analisi, il costo mensile delle mie consulenze e a preventivo il lavoro operativo.

    A volte però anche questa soluzione non funziona, in particolare quando c’è spesso necessità di passare dalla decisione all’azione in pochissimo tempo, magari con aziende burocraticamente inefficienti. In questo caso comprendo tutto in un costo mensile e il rischio d’impresa me lo prendo io, a fronte di un servizio migliore offerto al cliente. A volte lavori più di quello che ti pagano, altre meno… Fa parte del gioco e di solito in media ci rientri.

    Però sconsigliare a prescindere di accettare di lavorare con chi chiede un anticipo forse è un po’ eccessivo. 😉

  11. William Sbarzaglia scrive il 20 May 2011 at 23:32

    Cesarino intanto grazie per questo lavoro che hai condiviso. Sicuramente sarà utile sia come materia di discussione sia come elementi utili per la parte marketing ovvero conoscendo quali domande si possono porre i possibili clienti SEO, ci si potrà preparare in maniera adeguata per le presentazioni.

    Un saluto

    William
    @william_sbarza

  12. Cesarino scrive il 21 May 2011 at 02:32

    Cerco di chiarire ulteriormente il punto 3
    Io non sono d’accordo con chi ritiene di garantire la prima posizione per una determinata key. Esempio se mi garantisci primo su google con “hotel Rimini”, ecco in questi casi io se sono un cliente ti vorrei pagare solo a risultato ottenuto.
    Per gli altri modelli di business, i pagamenti sono da concordare tra le parti.

  13. Luca Bartoli scrive il 22 May 2011 at 00:40

    Vero, ma tu hai detto di aver visto “sedicenti consulenti farsi pagare il 30 % all’ordine […]” e hai suggerito come soluzione di scoprire se un consulente è in buona fede o meno proponendogli il pagamento “tutto a risultato raggiunto”.

    Non viene contestato il metodo in quanto assurdo. Viene contestato se è proposto come “la prova del 9” per smascherare i truffatori… che è una cosa ben diversa e ovviamente inaccettabile. 😉

    Se fossi un cliente, penserei che anche chi mi propone di posizionarmi in prima per “hotel rimini” meriti un acconto per pagarsi da mangiare, da bere e da divertirsi mentre lavora per me. Anche perché non è detto che non ci riesca davvero e io avrei fatto una pessima figura!!

    Per queste cose, invero, il miglior metodo per tutelarsi non è pagare alla fine, ma chiedere che quello che viene offerto venga messo per iscritto su un contratto. E puoi non pagare o chiedere di essere rimborsato se un fornitore è inadempiente.

    Forse il punto 3 poteva essere semplicemente: “stabilire degli obiettivi oggettivamente misurabili e metterli su un contratto”. 😉

    Oh, intendiamoci… ci siamo impuntati sul terzo punto perché gli altri li condividiamo in pieno! 😀

  14. Andrea Moro scrive il 23 May 2011 at 09:05

    Non penso che si possa aggiungere altro al disappunto mostrato in particolare per il punto 3!!

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  17. Portaleseo scrive il 24 October 2011 at 16:19

    Io oltre a condividere i vostri pareri in merito al Punto 3 direi che anche sul Punto 6 bisogna fare qualche rettifica in quanto è impensabile che un lavoro da 100 chiavi venga valutato come un lavoro da 2 chivi. Molti clienti arrivano da me con le idee già chiare sulle parole chiavi con cui vogliono comparire e questo non fa altro che chiarire maggiormente l’andamento del mercato e come si pùò lavorare. Il costo del servizio lo stimi in base al servizio che eroghi e non in base ad ipotetici obiettivi che potresti raggiungere. Troppo semplice, prendo long tail già presenti sulle pagine indicizzate e posso chiaramente dire che sono il risultato di un duro lavoro di posizionamento.

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